Trans Atlantic Windsurf Race 2000: the mis_Adventure! – March 2000 – Cape Verde Islands

Cosi veniva presentata alla stampa la TAWR alla fine degli anni ’90

Un italiano alla TransAtlantic Windsurf Race 2000

È la vera “Parigi-Dakar del mare”. La TransAtlantic Windsurf Race 2000 è una delle ultime grandi avventure sull’Oceano: la traversata dell’Atlantico in windsurf e in regata. Una gara inimmaginabile solo pochi anni fa che mette alla prova non solo il coraggio e la preparazione degli atleti ma soprattutto le loro doti di equilibrio, la loro determinazione e la voglia di vincere.

E per la prima volta a questa affascinate e durissima sfida ci sarà un italiano: Gianmaria Scapin 

La gara

Quella che nel marzo del prossimo anno prenderà il via dal Portogallo è la seconda edizione della TransAtlantic Windsurf Race. L’edizione del 1998, a cui hanno preso parte cinque squadre per un totale di 20 atleti, ha visto i concorrenti impegnati nella difficile traversata da Ovest a Est dell’Oceano Atlantico, dal  Canada all’Inghilterra. Un percorso di oltre 1400 miglia completato in una settimana di dura navigazione. Una distanza molto inferiore a quella dell’edizione 2000.

La TransAtlantic Windsurf Race 2000 avrà infatti un percorso di oltre 4000 miglia, tante separano il Portogallo dal Brasile dove, esattamente 500 anni fa, nel 1500, sbarcava il navigatore portoghese Alvares Cabral. E gli atleti impegnati nella TransAtlantic Windsurf Race ripercorreranno proprio la rotta seguita dal navigatore portoghese e dalla sua flotta di 13 navi. Da Lisbona, da cui il 9 marzo prenderà il via la gara, gli atleti punteranno su Madeira alle Isole Canarie, quindi sulle Isole di Capo Verde per  affrontare poi la traversata del sud Atlantico verso Fortaleza, in Brasile, e raggiungere Rio de Janeiro.

I Team

Sei team, con i migliori surfer del mondo. Questi i protagonisti della TransAtlantic Windsurf Race 2000 che si affronteranno nelle 10 frazioni in cui è stato suddivisa la transatlantica. Ogni squadra, composta da quattro a un massimo di otto surfer, dovrà avere in navigazione in ciascuna frazione – a sua volta divisa in due tappe – due atleti di cui uno in azione e l’altro in stand by. Tempi dei cambi del surfer in regata, scelte tattiche, e dell’attrezzatura, tutto è lasciato alla decisione delle squadre. Unica regola, il momento del cambio delle coppie che potrà avvenire solo sul traguardo di ciascuna frazione. E i traguardi, oltre a quelli previsti sulla terraferma (Canarie, isole di Capo Verde e, in Brasile, Fortaleza, Bahia e Puerto Seguro), saranno anche in mare aperto. Qui la nave assistenza che segue tutta la regata, si trasformerà in “un’isola galleggiante”.

Cinque i traguardi in mare: uno nella traversata dal Portogallo alle Canarie (oltre 750 miglia di navigazione), un altro tra Canarie e Isole di Capo Verde (800 miglia) e due sulle oltre 1400 miglia che separano le isole di Capo Verde da Fortaleza.

Alla TransAtlantic Windusrf Race 2000 i sei team saranno: Grecia, Brasile, USA, Portogallo, Team Liberty – che riunisce i più forti atleti del ranking list mondiale che viene considerato come il team “lepre” – e l’Europe Team di cui fa parte Gianmaria Scapin.

La sicurezza

Scafi in grado di raggiungere i 40 nodi, due navi assistenza, largo impiego di tutti i sistemi di comunicazione e posizionamento satellitare. Il fattore sicurezza è uno degli aspetti fondamentali della TransAtlantic Windsurf Race 2000. Punto di riferimento e vero centro nevralgico della regata una nave oceanica  di 80 metri di lunghezza, subito ribattezzata Mothership,(nave Mamma). A questa  si aggiunge poi la Nave assistenza, che oltre a fungere da “isola galleggiante” è attrezzata per ogni tipo di intervento. Inoltre ogni team ha a disposizione un gommone lungo 7,80 metri, motorizzato con un diesel entrobordo, capace di affrontare ogni condizione di mare. A bordo di questi mezzi veloci un pilota dei Royal Marine e uno specialista in soccorso in mare. Sia i gommoni di assistenza sia i surfer in regata sono poi dotati di un GPS personale in grado di segnalare la posizione con lo scarto di solo due metri e la loro posizione verrà monitorata dal centro di Controllo sulla Mothership. Un impegno particolarmente impegnativo durante la notte quando oltre ai GPS i surfer (che avranno speciali stroboscopiche) saranno costantemente controllati dalle imbarcazioni di assistenza grazie a speciali apparecchi per la visione notturna.

Il primo italiano: Gianmaria Scapin

Milanese, 43 anni, Gianmaria Scapin ha cominciato a navigare in windsurf nel 1978. Ottimo giocatore di Tennis Tavolo (tra i suoi risultati cinque titoli universitari con il CUS Milano e, accanto ad altri titoli in varie categorie e specialità anche un secondo posto agli Assoluti negli Internazionali del 1976), Istruttore sportivo (vela, nuoto e sci nautico) presso i villaggi del Club Mediterranée e poi della Valtur quell’anno(‘78) ha avuto l’occasione di provare, tra i primi in Italia, la tavola a vela: da allora è diventato il suo sport preferito.

Laureato alla Bocconi, Gianmaria, durante gli anni dell’Università ha accumulato una grande esperienza di viaggi. Anche attraversando con mezzi di fortuna il Sud America dal Brasile al Perù scendendo le rapide degli affluenti del Rio delle Amazzoni su una zattera di tronchi d’albero.  Terminata l’Università diventa un professionista del marketing, ricoprendo incarichi manageriali in numerose aziende : dal gruppo Snia Montefibre al Gruppo Italiano Vini, al Corriere della Sera  quindi alla multinazionale Unilever, nel 1990 è direttore marketing dell’Amplifon.

Poi si dedica alla consulenza, prima alla Microsoft in occasione del lancio in Europa di Windows 95, poi fondando, insieme ad altri due soci, la Management Utilities, società che opera nell’ambito multimediale e comunicazione via Internet, e che sviluppa programmi per la formazione manageriale con la quale svolge lezioni e corsi ai Master in Business Administration presso la Cranfield School of Economics in Inghilterra considerata come una delle migliori Business School del mondo.

Ma, anche da manager, Gianmaria non ha perso la sua voglia di viaggiare e di avventura. Nel 1995 naviga con una giunca dalla Malesia al Mediterraneo subendo anche un attacco di pirati al largo fra il Sudan e lo Yemen ma soprattutto rincorre continuamente il vento per dare sfogo alla sua passione per il windsurf. Canarie, Hawaii, Indonesia, Barbados, Mar Rosso, Sud Africa, Brasile e Isole di Capo Verde sono, assieme agli spot “storici” del Golfo del Leone e di Torbole sul lago di Garda le sue mete preferite dove affina la sua tecnica e la sua conoscenza della meteorologia: un settore dove è divenuto punto di riferimento di moltissimi appassionati e che sarà una delle carte vincenti nella sua partecipazione alla TransAtlantic Windsurf Race 2000.

Un grande palcoscenico

Una regata unica la TransAtlantic Windsurf Race 2000. Perché affronta l’Oceano e chiede a ogni singolo componente delle squadre di dare il massimo. Soprattutto perché è un evento al passo con i tempi e con le attuali esigenze di comunicazione.

Un grande spettacolo e una grande occasione per i partner di Gianmaria Scapin di promuovere la propria immagine e la propria dinamicità.

Non esistono limiti alla voglia di mettersi alla prova di volersi verificare, di inseguire le proprie passioni o sogni.

Questo il messaggio che lancia Gianmaria Scapin che, affermato manager, continua a mettersi in gioco, anche in una regata così difficile e ricca di imprevisti come la TransAtlantic Windsurf Race 2000.

Uno spettacolo continuo e appassionante

Immagini televisive trasmesse quotidianamente via satellite e a disposizione di tutte le emittenti. Una costante copertura dell’evento grazie a tutti gli ultimi mezzi di comunicazione. Una promozione della regata con un ricco calendario di eventi prima, durante e al termine delle competizione.

Queste alcune delle opportunità che vengono fornite dall’organizzazione della TransAtlantic Windsurf Race 2000 a cui si aggiungono quelle espressamente dedicate ai giornalisti che seguiranno da vicino la manifestazione. Un’organizzazione complessa e assolutamente in grado di soddisfare le esigenze di comunicazione indispensabile nei moderni eventi sportivi ma che rappresenta anche uno dei costi maggiori che i partecipanti devono sostenere. Sono più di 100 le persone impegnate nell’organizzazione della gara e nell’assistenza degli atleti a cui si aggiungono i tecnici di Allsport International e della SNTV – società leader nel settore sportivo avendo prodotto e diffuso le immagini della Whitbread, il giro del mondo a tappe del 1994-1995 – che quotidianamente faranno vivere al pubblico questa affascinante avventura e garantiranno così ai partner degli atleti e delle squadre la massima visibilità.

La presenza italiana

La partecipazione di Gianmaria Scapin alla TransAtlantic Windsurf Race 2000 rappresenta la continuazione della presenza italiana nel settore velico a livello mondiale.

Dopo le entusiasmanti prove fornite da Giovanni Soldini nelle regate in solitario, gli straordinari risultati di Luna Rossa nella Coppa America, l’Italia potrà riaffermare il suo ruolo di protagonista nell’evento più affascinate e ricco di avventura del 2000.

Training spot:

Scapin a SAL – Cabo Verde 2000

Scapin sul Lago di Como 1988

Scapin a Barbados 1991

Scapin a Cape Town – South Africa 1993

Scapin a Maui – Hawaii 1994

Scapin a Corfù – Greece 1980

Pochi anni dopo Gianmaria Scapin, insieme a due francesi, tra cui Alain Gabet reduce anche lui dalla mis – adventure transatlantica del 2000, tenta la traversata dall’Italia alla Francia partendo dalla Toscana passando dalla Corsica per approdare alla fine in Sardegna. Alla fine l’obiettivo viene raggiunto!

LE RAID DE ISLES (come venne presentato alla stampa)

Nel mese di ottobre 2002 si svolgerà nelle acque del mediterraneo un’ avventura,  all’insegna del vento, dove per la prima volta si tenterà un confronto fra diversi mezzi a propulsine velica dell’ultima generazione.

Un raid nel mediterraneo, un percorso inedito, un’avventura umana più ancora che sportiva.

Il “Raid des iles” è un raid in windsurf e flysurf che partirà dall’Italia (Orbetello/Porto S.Stefano) e avrà come tappe quattro isole del mediterraneo (Giglio, Montecristo, la Corsica e la Sardegna)

L’ itinerario, di circa 250 Km/ 125 miglia nautiche, sarà percorso in circa due o tre giorni da un team composto da due windsurfers francesi e un kiter italiano che viaggeranno insieme (questa è la “conditio sine qua non”, per il compimento dell’impresa pena il rischio di disperdere, in mare aperto, qualcuno dei partecipanti).

Un battello li scorterà per dar loro assistenza e sicurezza durante la navigazione in mezzo al mare.

Non stiamo parlando di professionisti che dedicano la loro vita a questa attività, ma di  appassionati, richiamati dal fascino della navigazione in mare aperto e dal vento, animati da uno spirito di squadra da condividere sia nei  buoni che  cattivi momenti.

I tre atleti sono: i francesi, Bruno Lefebvre e Alain Gabet, e l’italiano Gianmaria Scapin.

Gabet e Scapin hanno al loro attivo la partecipazione alla TAWR 2000 la Transatlantic Windsurf Race 2000, conclusasi tragicamente al largo delle Canarie durante una notte buia e tempestosa dove tre windsurfisti furono raccolti in grave stato di ipotermia.

Stiamo parlando, pertanto, di  surfisti che hanno già un curriculum sportivo di tutto rispetto, esperti, soprattutto in traversate (Alain Gabet ha già al suo attivo due traversate dal Marocco alle Canarie, e da Nizza alla Corsica)  

Ci sono due aspetti interessanti da sottolineare in questo tipo di esperienza:

  • la portata simbolica della traversata;
  • la sfida che gli atleti lanciano alle proprie capacità fisiche, psicologiche ed umane, tutte messe a dura prova.

L’aspetto simbolico : il gruppo è composto da elementi di diverso profilo e nazionalità che navigheranno da un isola all’altra  grazie alla forza propulsiva più semplice che sia mai stata inventata, il vento, che li spingerà  su “imbarcazioni” inimmaginabili fino a solo 30 anni fa.

La sfida con se stessi: col proprio fisico, con la propria tenuta psicologica ed anche alla componente umana, tra  vari membri  del gruppo. Certamente il fisico sarà messo a dura prova dai 250 km di navigazione concentrati in così pochi giorni, ma anche lo sforzo psicologico sarà enorme: il mare aperto è un luogo ostile per natura, senza riferimenti; affrontarlo permette di confrontarsi con i propri limiti e di superarli.

 Il fatto poi di  condividere questa esperienza con gli altri compagni consentirà di sviluppare, fra i  membri del gruppo, uno spirito di corpo molto forte poiché ciascuno sarà responsabile della vita degli altri una volta in alto mare.

L’allenamento

Per prepararsi a questa sfida occorre:

  • Un allenamento specifico in palestra( rinforzo muscolare e cardiovascolare) almeno 2 ore al giorno per due giorni alla settimana;
  • Un allenamento specifico in acqua per alcuni mesi, durante i quali effettuare almeno due uscite di otto ore alla settimana.

Logistica

1° Tappa – 130 km

La partenza è prevista da Porto Santo Stefano per poi raggiungere l’isola del Giglio e poi l’isola di Montecristo e infine la Corsica.

2° Tappa – 120 km

Prua verso sud, per raggiungere Bonifacio e  poi la Sardegna

Sicurezza

Il mezzo di soccorso è  uno  scafo in grado di raggiungere i 40 nodi, che garantirà la sicurezza dei concorrenti ed il trasporto dei materiali durante tutte le fasi del raid. Saranno impiegati i sistemi di comunicazione e posizionamento satellitare. Il fattore sicurezza è uno degli aspetti fondamentali. A bordo di questo mezzo veloce ci saranno un pilota e uno specialista di soccorso in mare.

I surfers navigheranno in gruppo: l’importante non sarà il tempo in cui l’impresa sarà realizzata,  ma il compimento dell’itinerario previsto tutti insieme. Lo spirito del gruppo sarà il punto chiave per la buona riuscita della traversata.

Media

A bordo del mezzo di sicurezza vi saranno cineoperatori e fotografi che consentiranno la produzione di  materiale documentativi di buon livello per televisioni  e per la stampa.

L’ italiano: Gianmaria Scapin

Milanese, 45 anni, Gianmaria Scapin ha cominciato a navigare in windsurf nel 1978. Ottimo giocatore di Tennis Tavolo (tra i suoi risultati cinque titoli universitari con il CUS Milano e, accanto ad altri titoli in varie categorie e specialità, anche un secondo posto agli Assoluti negli Internazionali del 1976), Istruttore sportivo (vela, nuoto e sci nautico) presso i villaggi del Club Mediterranée e poi della Valtur. Proprio in quell’anno (‘78) ha avuto l’occasione di provare, tra i primi in Italia, la tavola a vela: da allora il windsurf è diventato il suo sport preferito.

Laureato alla Bocconi, Gianmaria, durante gli anni dell’Università ha accumulato una grande esperienza di viaggi.Ha attraversato con mezzi di fortuna il Sud America dal Brasile al Perù, scendendo le rapide degli affluenti del Rio delle Amazzoni su una zattera di tronchi d’albero.  Terminata l’Università diventa un professionista del marketing, ricoprendo incarichi manageriali in numerose aziende

Ma, anche da manager, Gianmaria non ha perso la sua voglia di viaggiare e di avventura. Nel 1995 naviga con una giunca dalla Malesia al Mediterraneo subendo anche un attacco di pirati al largo del Sudan ma, soprattutto, rincorre continuamente il vento per dare sfogo alla sua passione per il windsurf.

Canarie, Hawaii, Indonesia, Barbados, Mar Rosso, Sud Africa, Grecia, Brasile e Isole di Capo Verde sono, assieme agli spot “storici” del Golfo del Leone e di Torbole sul lago di Garda le sue mete preferite dove affina la sua tecnica e la sua conoscenza della meteorologia: un settore dove è divenuto punto di riferimento di moltissimi appassionati ed è stata una delle carte vincenti nella sua partecipazione alla TransAtlantic Windsurf Race 2000.

Dopo quell’esperienza si dedica al Kitesurf, la nuova disciplina che sta entusiasmando praticanti e spettatori per la sua alta componente di spettacolarità, rappresentata dalle evoluzioni aeree. Con questa sfida Gianmaria intende mettere a confronto il suo vecchio amore, “il windsurf”, che ha quasi 30 anni di storia alle spalle, con questa nuova disciplina, ed evidenziare  i vantaggi e i limiti di entrambi in situazioni estreme.

Ma – questo promette Gianmaria – non sarà l’ultima sfida.

In primavera, infatti, è già in programma una nuova sfida con lo skipper Franco Manzoli, detto “Ciccio”, che  con il suo nuovo Trimarano Cotonella, sarà uno dei prossimi partecipanti italiani alla mitica  Ostar, la regata in solitario da Plymouth-Newport Rhode Island che si svolgerà a partire dal prossimo Giugno 2003.

Anche in quell’occasione si potranno confrontare, nelle acque liguri, i comportamenti dei due mezzi velici, e ai quali magari si affiancherà un windsurf, per poter ancora una volta  condividere con gli altri la passione per il mare, il vento e l’avventura e trasmettere il piacere della pratica degli sport velici al maggior numero di persone.

La Traversata “Le Raid des Isles”

 Questa è la storia di un gruppo di windsurfisti e un “kiter”,(che sono io)  che hanno sognato a lungo di poter fare un rally navigando nel mediterraneo, partendo dalla penisola, diretti verso  la Corsica e la Sardegna. 

I compagni di questa avventura sono, a parte il sottoscritto, tutti francesi :

  • Windsurfers :Bruno Lefebvre e Alain Gabet
  • Assistenti : Philippe(per l’assistenza e la logistica) e Didier(fotografo e assistenza),
  • Skipper : Charles.

e è andata.

La cronistoria.

La partenza per i francesi ha avuto luogo domenica  6 ottobre, dal porto di Tolone, dove si sono imbarcati sul traghetto alle ore 21,00,  per arrivare a Bastia il lunedì alle  07.10. Da qui hanno raggiunto Solenzara, un piccolo porto a 70 Km a sud di Bastia dove l’attendeva la barca appoggio, un Abbate di 14 metri, pronta per il Raid.

Caricata la barca con tutta l’attrezzatura, 6 tavole e 12 vele armate, senza boma, a prua, in 4 ore hanno effettuato la traversata e sono giunti a Porto Santo Stefano – Argentario. Per informazione il consumo orario è stato di 70 litri per ogni ora di navigazione.

Martedì 8 ottobre ho raggiunto di buon mattino la compagine francese. Le presentazioni di rito sono state fatte e, unico italiano, mi sono sentito subito a mio agio tra amici.

Siamo partiti, quindi, con l’obiettivo di “scaldarsi” fino all’isola di Montecristo.

La giornata è stata interamente dedicata alle prove dei materiali(le vele, come anticipato, erano già tutte armate in prua, ma trimmarle con i boma in mare aperto e con la barca che ondeggia  vi assicuro è impresa tutt’altro che facile). La sincronizzazione nei cambi di vele in mare aperto, oltre  alla navigazione in “flottiglia”, sono le condizioni  per garantire la riuscita della traversata.

Si è infatti subito capito che la rotta seguita da un kite è diversa da quella che può seguire un windsurf, soprattutto se la tavola in questione ha una pinna da 40 cm. Il windsurf riesce a stringere molto di più il vento e pertanto si è deciso che, con un solo battello di assistenza, bisognava navigare tutti con lo stesso mezzo, il windsurf, poiché lo  skipper non si prendeva la responsabilità di sorvegliare tutti e garantire  la presenza ed il recupero nei tempi necessari in caso di emergenza.

Sono stato più volte “redarguito” da Alain Gabet,  il più esperto windsurfista europeo di traversate, che non si stancava di ribadire la necessità di stare a non più di 50, 100 metri gli uni dagli altri.

Alla partenza da Santo Stefano avevo un vantaggio di 500 metri e pensavo  che sarei stato raggiunto in poco tempo dagli altri. Nella realtà, fino al Giglio, si erano avvicinati ma  a non più di duecento metri.

Più si andava verso il mare aperto più saliva l’angoscia per la perdita di riferimenti a cui sia i kiter che i windsurfisti non sono abituati.

Pertanto ho deciso di attenderli, e una volta raggiunto sono stato oggetto di un severo rimprovero. 

In mare aperto, infatti, già a trecento metri di distanza la barca appoggio può avere problemi nell’avvistarti. Se tutti e tre fossimo andati ad una diversa velocità e con una rotta non proprio identica, qualcuno rischiava di disperdersi.

Dopo questa esperienza ho capito che per un confronto in mare aperto fra windsurf ed un kitesuf occorrono almeno due battelli e, forse, l’ideale sarebbe una barca appoggio per ogni regatante. 

La partenza ha avuto luogo mercoledì 9 ottobre in mattinata.

Il meteo annunciava un Sud-Est forza 6.

E il  Sud-Est effettivamente si è presentato puntuale, e già verso mezzogiorno il vento e le onde hanno cominciato a montare.

A quel punto il meteo dava un avviso di tempesta che sarebbe durata fino al giorno seguente.

Incuranti di quello a cui si andava incontro, apprezzavamo con  entusiasmo  navigare in quelle condizioni, con onde gigantesche che arrivavano una dopo l’altra senza sosta.

Con grande gioia e beatitudine, come dei gabbiani volteggianti sul mare in tempesta, le miglia scorrevano velocemente sotto le tavole.

Montando sulla cresta delle onde, sfruttando la potenza delle onde nella surfata e scendendo sempre più rapidamente, si aveva la senzazione che le tavole cominciassero a volare entrando in una simbiosi perfetta con gli elementi naturali.

Qualche cresta particolarmente alta si abbatteva sul viso e, ogni tanto, si sentiva il fragore di una di queste creste abbattersi sul viso di qualcuno, o sul lato del corpo, fino a travolgerlo completamente a causa dell’impatto violento. E’ l’avventura…in mare aperto.

Dopo molti cambi di vele, a causa del rinforzare del vento, del mare troppo agitato, (onda media di più di 2 metri), improvvisamente un incidente turba la compagine.

Bruno si era fermato per un momento, dopo che  un’ onda  l’aveva travolto, ed era rimasto in acqua, vicino alla barca appoggio, per dissetarsi.

 Proprio allora una cima di 20 metri, che serviva sia per il recupero che per fornire gli alimenti, si era aggrovigliata alle eliche del barca di assistenza.

Ci sono volute più di due ore e molto « sangue freddo », da parte della squadra di assistenza che ha dovuto perfino immergersi in mare per venire a capo di questa situazione estremamente pericolosa in mare aperto e per di più agitato. Nell’attesa, i surfisti sono rimasti vicini, talvolta abbracciati per scambiarsi un po’ di calore, aspettando più di due ore nell’acqua fredda, prima che la barca riprendesse a manovrare.

Nel frattempo la barca è andata ulteriormente alla deriva spinta, come un palla di gomma, alla mercè del vento e delle onde.

Sulla barca appoggio hanno vissuto veri e propri momenti di angoscia, quando, accortisi che non riuscivano più ad avvistare i surfisti, hanno cominciato a pensare al peggio, alla disgrazia…, fino al momento del ritrovamento del piccolo gruppo galleggiante sull’acqua.

La seconda elica è stata liberata in seguito al riparo dietro l’isola di Montecristo.

Proprio allora è stata presa la decisione di sospendere, momentaneamente, la traversata, a causa del peggioramento delle condizioni del mare. Proseguire nella traversata poteva essere pericoloso anche per la barca di assistenza; una bruma marina si stava avvicinando all’orizzonte, rendendo ancor più cupo e sinistro il mare.

A quel punto si è fatta rotta sull’isola del Giglio verso il porto più vicino e riparato.

         Il giorno dopo il meteo era più conciliante e prevedeva venti da  Sud / SudOvest forza due 2 – 3, onda formata e piccole avvisaglie di pioggia.

Partenza, alle ore 9,00, dall’isola del Giglio e rotta per Solenzara in Corsica. Distanze 95 miglia.

Si sono messe in acqua le tavole  BIC FORMULA 170, con vele da 10 metri, cambiate con vele da 8 metri al largo  dell’isola di Montecristo. Qualche squarcio di sole ha fatto la sua comparsa all’inizio del pomeriggio, ristoro ogni due ore e una sosta, più lungo, dopo 4 ore per riposare.

Sono state usate tavole grandi, plananti, con le quali  si è potuto apprezzare la grande facilità di scivolamento sull’acqua, la grande stabilità e la garanzia di un minimo di velocità nonostante la “cippa”.

Per molte ore si sono perduti i riferimenti della terra ferma, a causa della lontananza della costa che, per un windsurfista, rappresenta sempre un riferimento nelle sue uscite “normali”. Questo fatto provoca una senzazione  indimenticabile: la scoperta dell’infinito.

L’arrivo a Solenzara(Corsica) verso le ore 16 con calma piatta.

         Ultimo giorno, vento da Sud / Sud-ovest, forza da 2 à 4, sempre con tavole grandi e vele grandi. Pioggia e temperatura piuttosto bassa, le cime delle montagne della Corsica  coperte da nuvole bianche. Partenza da Solenzara alle ore 9,00. La rotta seguita un po’ a zig zag, per poter scoprire le bellezze delle numerose isole : Toro, Lavezzi, la Maddalena …

Si planava e si scivolava sull’acqua turchina, verso la Sardegna, visibile in lontananza, fino all’arrivo a  Santa Térésa  alle ore  16,00.

L’obiettivo è stato raggiunto, con grande meraviglia e stupore degli intervenuti. La fatica è stata tanta ma,  è stato come  un bel sogno interrotto. E’ rimasta la voglia di continuare, per rimanere immersi in quella solitudine beata, in quel silenzio particolare, che puoi sentire solo in mare aperto, interrotto solo dal rumore delle creste delle onde che si rompono e dal soffiare del vento.

         Un “bravo” a  l’equipe di assistenza che ha dato il meglio di sé  soprattutto nella giornata di tempesta. Senza un buon gruppo di assistenza è impensabile poter affrontare questo tipo di avventure in mare aperto. Sono indispensabili l’esperienza sia di conduzione di natanti, della  meteorologia marina, di trimmaggio delle  attrezzature da windsurf, di venti ed è importante lo  spirito di sacrificio: tutte componenti che non è molto facile trovare, in un unica persona.

Futuro

         Il piccolo racconto di questa grande avventura finisce qui e già  molti mi chiedono quale sarà la prossima  sfida?

Il mare, l’oceano sono così vasti, il loro richiamo è molto forte e altre imprese sono già allo studio,  alcune già in cantiere.

Sicuramente la prima in programma sarà una sfida, inedita e molto intrigante, tra un kitesurf, un trimarano ed un windsurf, per determinare le potenzialità di questi mezzi che sono considerati i più veloci e spettacolari tra quelli che solcano i mari sconfinati.

Poi in programma ci sono alcune traversate in Kitesurf, all’interno di  un progetto denominato “Venti di Pace”. Questo può offrire a giovani, che non hanno avuto mai la possibilità di partecipare ad imprese significative, l’opportunità  di essere sostenuti e sponsorizzati da aziende che, pur inseguendo gli obiettivi di profitto, rispettino e condividano i principi per uno sviluppo sostenibile ed abbraccino questa nuova visione del mondo.

Le traversate in programma sono

  • Sicilia – Tunisia
  • Santo Stefano – Isola Giglio – Isola Montecristo – Corsica – Sardegna
  • Stati Uniti – Cuba
  • Raid delle isole della Polinesia

Ringrazio tutti gli sponsor che hanno consentito la realizzazione di questo Raid e di questa straordinaria avventura.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio!

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La TAWR del 1998

An event touted as the “Everest of Windsurfing” with teams consisting of world class sailors from US, Britain, France and Greece TAWR is an open ocean windsurfing race across the Atlantic from St. John’s Newfoundland, Canada to Weymouth, England. 100% unique, exclusive footage, – a chronicle of ambition, courage and extraordinary determination. Capturing the raw force of the mid Atlantic, this programme tells the story of the struggle to turn a vision into a reality. Featuring top PWA Windsurfers: Anders Bringdal, Robert Teriitehau and Micah Buzianis.

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